| Svolta al Santa Lucia: licenziamenti revocati |
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| Lunedì 01 Febbraio 2010 13:18 |
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Sanità Il provvedimento dei giudici del Tar salva l'istituto. Bocciati due decreti regionali, «crediti per 60 milioni»
Nella vicenda del Santa Lucia scende in campo il Tar: e alla Fondazione sull'Ardeatina responsabili, personale e sindacati tirano un sospiro di sollievo. Anche perchè sono stati finalmente revocati «con effetto immediato» i 241 licenziamenti annunciati, e poi sospesi già due volte negli ultimi mesi.
Il Tar ha accolto la richiesta dell'Ircss di sospendere in via provvisoria gli effetti di due decreti regionali: erano stati emanati dalla Giunta Marrazzo per definire «fabbisogno di posti letto, finanziamento e sistema di remunerazione delle prestazioni di riabilitazione e lungodegenza post - acuzie per il 2009», secondo il piano di rientro per la sanità del Lazio.
«I 2 decreti impugnati determinavano, di fatto, la dequalificazione della Fondazione e le disconoscevano le prestazioni di alta specializzazione per cui è nota da 50 anni - commenta Luigi Amadio, direttore generale dell'Istituto di riabilitazione neuromotoria - La Regione ci trattava come una qualunque clicnica privata, costringendoci a tagliare posti letto e organici, non riconoscendo l'eccellenza di un istituto come il nostro».
Dove oltre all'assistenza a pazienti anche con gravissimi handicap, si fa anche, e con successo, ricerca. «Solo in gennaio, grazie ai fondi Telethon di cui siamo a Roma i primi utenti - spiegano dall'ufficio stampa della Fondazione - i nostri ricercatori hanno effettuato 3 scoperte pubblicate sulle riviste scientifiche. Una riguarda la relazione fra la paraplegia spastica e la Sla, se ne sta parlando anche fuori dall'Italia».
Il personale e i pazienti (e le lro famiglie) si erano già mossi nelle scorse settimane, organizzando manifestazioni davanti alla Regione e raccogliendo quasi 50 mila firme di protesta. Soddisfatti della decisione del Tar anche i sindacati. E Renata Polverini, candidata Pdl alla Regione: «La sospensiva del Tar è un primo segnale. Va impedito il declassamento di un centro di tale eccellenza». Perchè la crisi non è ancora alle spalle: «Serve una soluzione definitiva ai crediti verso la Regione per le prestazioni dal 2004 al 2008», spiega una nota della Fondazione.
Tradotto in cifre sono 60 milioni mai erogati dalla Pisana e che per il S. Lucia sono aria per respirare. «Fra l'altro, proprio perchè siamo una Fondazione, per statuto non possiamo fare utili, ma reinvestire tutto in assistenza e ricerca - spiega ancora Amadio - E intanto, siccome non siamo riusciti a pagare i contributi dei dipendenti, l'Inps ci ha inviato una richiesta di pignoramenti per 8 milioni».
31/01/2010 Corriere della Sera Pag. 5 ROMA |



