Servizi del presidio sanitario di via Canova dopo il tramonto San Giacomo , ancora proteste PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Febbraio 2010 13:09
CRONACA La polemica Dopo il contestato sgombero dell'ospedale, ieri un nuovo sit-in contro lo stop dei servizi del presidio sanitario di via Canova dopo il tramonto
VIA Canova di nuovo occupata da medici, cittadini e associazioni del territorio, uniti stavolta per protestare contro la chiusura del servizio notturno del poliambulatorio di fronte all'ex ospedale San Giacomo chiuso da oltre un anno. Lo stop al servizio notturno del presidio sanitario è fissato per domani e la decisione è stata presa dalla Asl Roma A, secondo cui, "il numero delle prestazioni erogate sarebbe troppo esiguo per mantenere attivo il servizio". Una motivazione "assurda", per il sindacato dei medici italiani del Lazio, «perchè il presidio di continuità assistenziale effettua complessivamente circa 800 prestazioni al mese, di cui 200 soltanto durante la notte».
L'ordine però è chiaro: serrande abbassate dalle 20 di domani, nel presidio territoriale di prossimità (Ptp) inaugurato il 15 novembre 2008 e rimasto in servizio h24 solo per 14 mesi. Così, dopo le proteste per la chiusura dell'ospedale San Giacomo, continua in pieno Centro la battaglia di medici, infermieri e cittadini che, ieri in strada, hanno esposto cartelli con la scritta "No alla chiusura del poliambulatorio di via Canova". «La decisione su questo presidio sanitario è stata presa senza consultare le organizzazioni sindacali né le parti sociali.
Sospendere il servizio di guardia medica notturna nel centro storico significa andare ad aggravare ulteriormente il sovraffollamento del pronto soccorso degli ospedali più vicini, come il Santo Spirito e il Fatebenefratelli. Infatti è improbabile che un cittadino arrivi al presidio territoriale del Nuovo Regina Margherita a Trastevere, altra alternativa alla struttura in via Canova ma troppo distante», spiega Floriana Riddei, presidente del Sindacato medici italiani (Smi) del Lazio. Alla protesta era presente anche Stefano Pedica, senatoree segretario regionale Idv.
Che ha lanciato la sua provocazione: «Se verrà chiuso il poliambulatorio, lo riapriremo noi cittadini allestendo dalle 21 di lunedì sera un pronto soccorso in strada». Contrarie anche le associazioni del territorio: dal comitato "Salviamo il San Giacomo" per cui «la sospensione dell'attività notturna altro non è che un primo passo verso la chiusura definitiva del presidio sanitario» a Italia Nostra con Carlo Ripa di Meana; dall'erede dello storico ospedale Oliva Salviatia Michele Baldi, candidato presidente alle regionali con il Movimento per Roma e Lazio.
«Così per cittadini e turisti sarà vietato sentirsi male in centro. Proponiamo come soluzione l'apertura di un pronto soccorso all'interno del San Giacomo», aggiunge Roberto De Censi dell'associazione Ricominciamo da Trevi. In strada IL SERVIZIO Il presidio notturno è attivo da novembre 2008 L'ASSISTENZA Per i medici, il presidio ogni notte effettua 200 prestazioni LO STOP Da domani in via Canova verrà sospeso il servizio notturno
31/01/2010 La Repubblica Pag. 7
ROMA