| Deficit della sanità "Ecco tagli e risparmi" |
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| Giovedì 28 Gennaio 2010 10:16 |
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IL DEFICIT sanitario del Lazio scenderà sotto il miliardo di euro, «prevedibilmente tra gli 800 e i 993 milioni». Parola di Mario Morlacco, subcommissario del governo alla Sanità regionale, ascoltato ieri dalla commissione parlamentare di inchiesta sugli Errori in sanità. Il disavanzo del 2009, si aggira sul miliardo 350 milioni, 355 milioni in meno di quello del 2008. Il vicepresidente della giunta Esterino Montino, intanto, ha tirato le somme dei tagli: «In tre anni, meno 4 mila 837 posti letto e 3 mila 564 addetti». LA POPOLAZIONE nel Lazio - ha detto Morlacco- ogni anno cresce di 100 mila persone: erano 5 milioni e 300 mila gli abitanti nel febbraio del 2007, quando Regione e governo firmarono il Piano di rientro dal deficit, ora sono 300 mila in più. Come dire, l'esecutivo nazionale tenga conto che il Servizio sanitario regionale assiste un numero maggiore di cittadini. Quindi, forse è ora di posare le forbici. Sul deficit previsto (inferiore a un miliardo) e sul risparmio programmato (355 milioni), si può dire che sembrano obiettivi obbligati dalla fine del flusso del contributo straordinario del governo alle Regioni con disavanzi strutturali; un sostegno che per il Lazio si è aggirato per l'ultimo triennio, sui 300 milioni agni anno. Sempre dall'inizio del 2007, ha aggiunto Montino ai componenti della commissione parlamentare su Errori e Deficit in Sanità, presieduta da Leoluca Orlando, «sono diminuiti di 3 mila 564 unità gli addetti alla sanità pubblica del Lazio, passando da 58 mila 907 a 55 mila 343».«Dal 2005, nel Lazio», sempre secondo il vicepresidente della giunta regionale, «i posti letto ospedalieri sono stati ridotti: erano 28 mila 722, sono oggi 23 mila 885. I tagli hanno dunque cancellato 4 mila 837 degenze possibili». Montino non ha tralasciato le polemiche: «Il persistente ritardo nel trasferimento dei quattro miliardi che il governo deve alla Sanità del Lazio, espone la Regione a 200 milioni di interessi annui, il costo per le anticipazioni richieste». Anche se, per contratto, le anticipazioni massime delle banche-tesoriere non possono superare i 2 miliardi: gli oneri passivi, insomma, si aggirano sui 100 milioni annui.
28/01/2010 La Repubblica Pag. 1 |



