«Deficit, i tagli non bastano Serve un piano ospedaliero» PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Gennaio 2010 12:58

Guzzanti: la nuova giunta dovrà riorganizzare il sistema ESTERINO MONTINO vice presidente Regione «Decisioni drastiche senza consultare nessuno Inaccettabile l'ipotesi di un nuovo ticket »

I tagli erano necessari, «perché le regioni con la sanità in deficit avevano preso impegni chiari con il governo per il ripianamento dei debiti». Ma non sufficienti: il prossimo passo sarà «il piano ospedaliero, di cui si occuperà la prossima giunta», per raggiungere lo standard di 3,3 posti letto ogni mille abitanti. Elio Guzzanti, commissario ad acta della sanità laziale di nomina governativa, commenta così le misure contenute nella "Prosecuzione del piano di rientro 2007/2009 - Programmi operativi per l'anno 2010", pubblicate ieri sul Messaggero .

«Le norme sono ancora sulla carta precisa Guzzanti - perché dovranno essere verificate dal Governo, al tavolo tecnico che tornerà a riunirsi il 3 febbraio. Solo dopo l'approvazione del ministero i decreti diventeranno efficaci».

A chi gli chiede conto dei tagli dolorosi ipotizzati nel piano - dai ticket sui farmaci a quelli sul pronto soccorso, al blocco del turnover - il commissario risponde citando la relazione della Corte dei conti del 6 ottobre 2009, che parla proprio delle Regioni con debiti nel settore della sanità. «Secondo la Corte il commissario straordinario deve fare il suo dovere, imponendo regole dove non ci sono»: come nel caso del Lazio, è implicito nel discorso di Guzzanti. «Il piano di rientro era già stato predisposto dal precedente commissario - osserva - Io ho dovuto rivederlo, considerato anche che da allora sono arrivati il Patto sulla salute e la nuova Finanziaria». Nel 2009, secondo un calcolo ancora provvisorio, il disavanzo della sanità regionale è stato di un miliardo e 350 milioni di euro: l'obiettivo e farlo scendere a un disavanzo di 993,9 milioni nel 2010 e di 777,5 nel 2011, fino ad arrivare a 536,3 milioni nel 2012.

«Adesso andremo a confrontarci su quanto abbiamo fatto e sulle previsioni per il 2010 - spiega Guzzanti - le regioni, con il piano di rientro, hanno assunto impegni precisi, che devono essere rispettati per ottenere i fondi dallo Stato». Gli obiettivi, secondo il commissario succeduto all'ex governatore Piero Marrazzo nel compito di traghettare la sanità laziale verso spiagge più tranquille, devono essere ancora raggiunti. Per questo, sostiene, «dopo il piano di rientro c'è bisogno di quello ospedaliero, che sarà studiato dalla prossima giunta: è necessaria una riorganizzazione complessiva del sistema». C'è da giurarsi che questa, in primavera, sarà la prima spina da affrontare per il futuro presidente della Regione.

Tra le ipotesi allo studio per il piano di rientro 2010, in particolare, c'è l'introduzione di ticket per gli accessi diretti al pronto soccorso, non aventi carattere di urgenza, «in analogia a ciò che avviene in altre Regioni», come sottolinea il sub commissario Mario Morlacco. Il blocco del turnover, inoltre, imporrà di non sostituire circa mille dipendenti che andranno in pensione nelle Asl, nel corso del 2010, con un risparmio stimato di 30 milioni. Per tutte le nuove assunzioni, che restano possibili, è invece richiesta l'autorizzazione preventiva della Regione.

L'ipotesi di un nuovo ticket è «inaccettabile»: si tratta di una «forma di vessazione nei confronti di cittadini in difficoltà». A tuonare contro le ipotesi contenute nel piano di rientro approntato dal commissario Elio Guzzanti è Esterino Montino, vice presidente e attuale "reggente" della Regione. Tanti i punti criticati da Montino: in particolare il vice presidente rimprovera a Guzzanti «di aver preso decisioni molto drastiche senza consultare nessuno». In particolare, sottolinea Montino, «le norme contro il turnover impediranno la stabilizzazione dei lavoratori precari, che avevamo avviato». La conferma del blocco del turn-over per il 2010 è definita «inaccettabile» anche da Luigi Canali, presidente della commissione sanità della Regione: «provocherebbe il tracollo del nostro sistema sanitario, aggravando la già cronica carenza di organico».

Per Donato Robilotta, anch'egli del Pdl, Guzzanti «ha fatto bene a presentare il piano di rientro entro il 31 dicembre ma ora, durante la campagna elettorale, non prenda più provvedimenti che potrebbero ricadere sulla nuova amministrazione»

 

26/01/2010 Il Messaggero Pag. 33
ROMA