Taglio dei posti letto e nuovi ticket : ecco il piano Guzzanti per la Sanità PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Gennaio 2010 13:08
I CONTI IN ROSSO Il documento ora dovrà essere approvato dalla conferenza Stato-Regioni: da sanare un probabile disavanzo di 1.350 milioni Prevista la compartecipazione dei pazienti alle spese per il Pronto Soccorso e per i farmaci anche per gli esenti. Blocco del turn-over per un altro anno.
I DIPENDENTI DELLE ASL Per il 2010 si prevede che scenderanno di altre 1.100 unità TETTO ALLE CONVENZIONI CON I PRIVATI Si ridefiniranno contratti e tariffe Rigidi protocolli con gli ospedali Il commissario firma il nuovo decreto, la Giunta regionale è contraria.
e soprattutto - misura dolorosa «eventuale introduzione della quota di compartecipazione, seppur minima, sulla prescrizione, a carico degli esenti». In sintesi: anche gli esenti dovranno pagare un ticket e ci saranno comunque iniziative di controllo sulle esenzioni.
Sul fronte della spesa farmaceutica ospedaliera, invece, si punterà a una riduzione nel 2010 di 13 milioni di euro. Il piano parla espressamente di «definizione dei contratti con gli erogatori privati accreditati e ridefinizione delle tariffe». In pratica: si andrà a colpire anche i privati. Per la sanità privata accreditata, spunta l'ipotesi dell'introduzione della compartecipazione (il paziente paga) «secondo i codici di accesso», nei pronto soccorso.
Attenzione, però: in un passaggio successivo il piano ipotizza, dopo una verifica nel primo trimestre 2010, la compartecipazione per gli accessi al pronto soccorso anche nella sanità pubblica.
Un passaggio molto delicato è quello che riguarda la stipula dei protocolli di intesa con le università, attualmente scaduti per Umberto I, S.Andrea, Gemelli, Tor Vergata. Il commissario è perentorio: dovranno essere rispettati negli accordi i limiti massimi delle risorse disponibili nel 2010. Sul fronte del riassetto della rete ospedaliere, che significa tagli e chiusura di ospedali, Guzzanti rimanda al limite di 3,3 posti letto per mille abitanti da raggiungere. E si parla apertamente di «riconversione dei piccoli ospedali e accorpamento di altri in strutture più moderne ed efficiente e potenziamento della rete dei servizi territoriali».
Per fare tornare i conti della sanità del Lazio sono ipotizzati i sacrifici più disparati: un altro anno di blocco del turn-over, con la previsione di ridurre di almeno 1.100 unità il numero dei dipendenti delle Asl nel 2010; la compartecipazione (vale a dire il paziente paga) per i casi meno gravi al pronto soccorso; la compartecipazione (idem) per l'acquisto dei farmaci anche per gli esenti; un tetto alle convenzioni con la sanità privata; riduzione dei posti letto e, parallelamente, creazione di 1.000 posti per le residenze sanitarie assistenziali; ma anche provvedimenti più banali, come tagli drastici alla possibilità dei dipendenti di fare telefonate, all'uso di internet e riduzione dei buoni pasti.
Si chiama "Prosecuzione del piano di rientro 2007/2009 - Programmi operativi per l'anno 2010" e porta la firma del commissario nominato dal Governo, Elio Guzzanti, che ha varato il decreto nelle settimane scorse. «Ma non è condiviso dalla giunta regionale», precisano dalla Regione. Si tratta di un programma generico, l'applicazione pratica dipenderà dai passaggi nel tavolo tecnico con il Governo.
E dal nuovo presidente della Regione. Ma sono ipotesi di provvedimenti con i quali il futuro governatore dovrà, al di là delle promesse elettorali, confrontarsi seriamente. Stiamo parlando del passivo della sanità laziale, di quello che nel programma operativo viene definito «disastro finanziario del sistema sanitario regionale», del proseguimento del piano di rientro nell'ambito anche del patto per la salute siglato fra Stato e Regioni per la parte che riguarda le regioni commissariate.
Come il Lazio. Guzzanti, che ha preso il posto di Marrazzo nel ruolo di commissario, ha messo nero su bianco una serie di provvedimenti molto duri, necessari allo sblocco dei trasferimenti da parte del Governo legati, appunto, al raggiungimento di una serie di obiettivi di risparmio. Si legge nel piano: «I costi della produzione del servizio sanitario regionale nel 2008 sono stati di 11.127 milioni di euro, comprensivi degli ammortamenti, con un disavanzo pari a circa 1.700 milioni di euro». In sintesi: l'ipotesi (ancora da confermare) è che il 2009 abbia comportato un disavanzo di 1.350 milioni di euro.
C'è ancora molto da tagliare per raggiungere l'obiettivo prefissato per il 2012: disavanzo a 536 milioni di euro. Nel piano si ricorda: «Al momento la Regione non è nelle condizioni di far fronte ai propri impegni a causa della indisponibilità di risorse ancora trasferite dallo Stato, essenzialmente per il non assolvimento di alcuni adempimenti, rilevati per gli anni 2006-2008 nella sede congiunta del tavolo e del comitato». Sintesi: il taglio. dei posti letto sarà inevitabile. Ma rileggiamo alcuni stralci del piano.
Per il personale, blocco del turn-over, chi se ne va non sarà sostituito. Nel 2009 in questo modo si sono tagliate 1.400 unità, per il 2010 «si può programmare una riduzione di ulteriori 1.100 unità», con un risparmio di 30 milioni di euro. Confermata l'adozione del piano di riordino della rete ospedaliera per il 15 aprile (dunque taglio dei posti letto, 1.700, ma per allora il commissario dovrebbe essere il nuovo governatore del Lazio). Ai direttori generali sarà chiesta «la riduzione di un ulteriore 10 per cento delle unità operative e quindi degli incarichi di direzione e responsabilità, nonché delle posizioni organizzative di coordinamento».
Mobilità per il personale inidoneo (ad esempio, l'infermiere che non può fare i turni notturni sarà trasferito ad altri incarichi); verifica delle mansioni non corrispondenti alle qualifiche (in pratica ognuno tornerà a fare il lavoro corrispondente al proprio profilo professionale), «verifica del servizio mensa e dei buoni pasto, della compatibilità con le risorse finanziarie disponibili» e in base agli orari di lavoro (in sintesi, tagli). Le forbici del commissario riguarderanno le consulenze che andranno ridotte dal 20 (quelle non sanitarie) al 10 per cento (sanitarie). Spesa farmaceutica .
Il Lazio, per la spesa farmaceutica convenzionata, è passato da 1,5 miliardi a 1,2, ma resta fra le prime regioni in termini di consumi. I problemi: incremento delle prescrizioni, aumento degli esenti, aumento del consumo dei farmaci più costosi. Fra i provvedimenti previsti: budget di distretto, responsabilizzazione delle Asl.
SPESA FARMACEUTICA Il piano del commissario ipotizza, dopo una prima verifica trimestrale, l'introduzione di una compartecipazione (ticket) per la spesa farmaceutica e specialisti, anche per gli esenti.
PRONTO SOCCORSO S'ipotizza, sempre al termine di una verifica nel primo trimestre dell'andamento della spesa, l'introduzione di una compartecipazione per chi va al pronto soccorso (casi meno gravi).
BLOCCO TURN-OVER Confermato il blocco del turn-over dei dipendenti anche nel 2010: questo porterà a una riduzione di almeno 1.100 unità nelle Aziende sanitarie del Lazio, dopo le 1.400 già tagliate nel 2009
IL DISAVANZO Nel 2009 è stato (calcolo provvisorio) di 1 miliardo 350 milioni di euro; l'obiettivo è di farlo scendere sotto il miliardo nel 2010 per poi arrivare all'obiettivo di 536 milioni nel 2012.
25/01/2010 Il Messaggero Pag. 43
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