Per il San Giovanni pronto Donnorso Gramazio verso l'Asp PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Agosto 2010 08:57
Sanità & Potere
Le ferie estive non hanno mandato in vacanza le manovre di "assestamento" per occupare posti che contano nella sanità laziale. Molte le poltrone ancora scoperte (e contese). Quella del San Giovanni, ad esempio, dove si fa largo il nome di Perrone Donnorso . Già manager allo Spallanzani è a capo del molto influente sindacato Anpo.
Per Donnorso si vocifera di un sostegno forte da parte di Brunetta, con il quale collabora, con l'appoggio di Letta , Gasparri , Pallone e Ta jani ; ma Perrone potendo sceglierebbe il Policlinico. All'Umberto I, però, almeno per i prossimi tre mesi, c'è il commissario straordinario Dino Cosi , appggiato direttamente da Luigi Frati .
La Polverini lo tiene d'occhio per capire se riuscirà a invertire la rotta rispetto alla politica degli sprechi di Ubaldo Montaguti . Per l'ex manager rumors parlano di provvedimeti in arrivo da parte della Corte dei Conti, che nel frattempo ha chiesto copia dei documenti sugli ultimi concorsi banditi e sui contratti di direzione sanitaria. A scanso di equivoci, comunque, Polverini ha revocato i concorsi e consulenze d'oro.
Ma la concorrenza per la successione al Policlinico è agguerrita. Assieme a Cirignotta il cavallo di ritorno Condò e il deluso Domenico Alessio , oggi al San Filippo Neri, ma aspirante ad altro, dopo la forzata rinuncia alla poltrona del San Camillo.
Tra i registi dell'operazione antisprechi all'Umberto I, Domenico Gramazio . Il senatore vice presidente vicario della commissione Sanità di Palazzo Madama conosce come pochi la realtà palese e sotterranea della sanità capitolina. Al punto suo nome potrebbe essere giocato dalla Polverini come anello di congiunzione tra governo e Regione, ancor di più dopo gli incontri ravvicinati di Arcore.
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SANITA' NAZIONALE - Primario di ortopedia senza specializzazione: scoperto e licenziato PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Agosto 2010 08:33
«INDUBBIE CAPACITÀ», COLLEGHI SORPRESI Aveva fatto credere di aver preso il diploma a Bari. Un unico neo: non sapeva le lingue.
TRANI - In base a una vecchia legge sarebbe potuto diventare primario di ortopedia all'ospedale di Trani, ma il dottor Antonio Maldera, di 57 anni, non ha voluto correre rischi. Così, per accaparrarsi quell'incarico, ha partecipato alla selezione interna e ha dichiarato di essere specializzato in ortopedia e traumatologia.
Fatto questo assolutamente falso. Il posto da primario, pochi mesi fa, lo ha pure ottenuto, ma il raggiro è stato scoperto dalla Guardia di finanza che ha dato seguito ad una segnalazione e ha avvisato la Asl. Il risultato? Maldera è stato licenziato senza preavviso per aver dichiaro il falso per ottenere la progressione di carriera.
Quando l'hanno saputo, colleghi e pazienti dell'ospedale di Trani sono rimasti allibiti perché Maldera è ritenuto da tutti un ortopedico dalle indubbie capacità. A tutti il medico aveva fatto credere di essersi specializzato a Bari in ortopedia nel 1988 (a 35 anni) e che nel 2007 (a 54 anni), a Perugia, aveva partecipato ad un master in Chirurgia nella traumatologia dello sport, specializzandosi nella ricostruzione del legamento crociato anteriore.
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SANITA' NAZIONALE - Medico non trova il sostituto per le ferie «Cari pazienti, affidatevi al Padreterno» PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Agosto 2010 08:30
Nel Napoletano - «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, benedetto chi confida nel Signore».
Chissà se avrà pensato al severo monito del profeta Geremia Aniello Lauri, di professione medico gastroenterologo, quando si è messo a scrivere la lettera per annunciare ai pazienti la sua partenza per le vacanze estive.
Lauri infatti non è riuscito a trovare un sostituto per agosto e, da quel che scrive, non sembra fidarsi molto nemmeno dei suoi colleghi medici rimasti in città a lavorare sotto il solleone. Così, al posto del solito cartello «Chiuso per ferie» alla porta dello studio dove lavora a Palma Campania, in provincia di Napoli, ha appeso una lunga missiva: «Se vi sentite male andate all'ospedale», si legge, «Non vi raccomando a nessuno, solo al Padreterno». Come dire, se proprio siete costretti correte al Pronto soccorso ma se ci pensa Lui, specie in questi giorni, è meglio per tutti.
La trovata ha scatenato un putiferio nella cittadina famosa per il suo caratteristico Carnevale anche se la lettera del medico non è affatto uno scherzo. Non solo, da superstiziosi e «smorfiosi» accaniti, i cittadini palmesi, tra i quali probabilmente anche molti pazienti di Lauri, si sono messi a giocare i numeri al Lotto. Quali? Semplice, basta dare un'occhiata alla Smorfia napoletana. In questo caso, bisogna puntare sul 12, 'o miedeco (il medico), il 72 'a meraviglia (lo stupore) e ovviamente sul 2, cioè 'a lettera.
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Al Grassi più zanzare che medici PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Agosto 2010 08:26
Una giornata con i sanitari dell' ospedale . Caos, lunghe attese, niente privacy e punture assicurate.
La carenza di personale all'ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia diventa drammaticamente tangibile, quando si trascorrono dodici ore spalla a spalla con i medici e gli infermieri del pronto soccorso. Visti dal «fronte», quello al di là di porte scorrevoli dove lavora il volenteroso manipolo di camici verdi, i pazienti sembrano una marea umana.
Sono tanti, tantissimi. Quattrocento soltanto quelli che nel fine settomana di Ferragosto sono ricorsi alle cure del Dipartimento emergenze. In prima linea cinque infermieri e un paio di medici ogni turno. Basta l'arrivo di due pazienti in «codice rosso», cioè in pericolo di vita, e il pronto soccorso si blocca. Ai malati in condizioni meno gravi non resta che attendere.
Dopo qualche ora trascorsa con la squadra del Grassi termini come «sala rossa», quella delle emergenze, e «camera calda», l'atrio per le ambulanze, diventano familiari. È come essere catapultati in una puntata di «E.R.», dove ti ritrovi a tifare per il dottore. E quindi per la vita. Ad accomunare tutti, un'unica, interminabile tortura: le zanzare. Nella «sala medica» una trentina di barelle a privacy zero, uomini e donne mezzi nudi e sofferenti condividono lo spazio senza aria condizionata, spenta per lavori di restrutturazione.
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Prenotazioni pazze al S. Andrea PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Agosto 2010 10:45
Per prenotare una visita o un esame, pagare una prestazione medica o ritirare referti, da maggio scorso è in funzione all'ospedale Sant'Andrea di via Grottarossa un totem elimina code.
Peccato che l'avanzato apparecchio elettronico, testato dallo stesso presidente della Regione Renata Polverini, abbia causato negli ultimi mesi non pochi disagi agli utenti del nosocomio. Il sistema messo a punto da Recup (il servizio di prenotazioni telefoniche delle prestazioni sanitarie nel Lazio gestito dalla cooperativa Capodarco) permette al paziente, con tessera sanitaria alla mano, di scegliere giorno e ora della prestazione.
Tuttavia, vista la grande richiesta di visite e analisi in più di un'occasione all'utente è toccato tornare anche tre volte in ospedale.
La prima per la prenotazione, la seconda per la visita e la terza per il pagamento. A qualcuno, ad esempio, è capitato di prenotare di venerdì alle 9 una visita per il martedì successivo a mezzogiorno, salvo poi doverla pagare il giovedì seguente alle 11. Per i pazienti il problema più grande non è fare la fila, quanto raggiungere l'ospedale.
«Come se fosse semplice arrivare fino a qui» era il commento più gettonato dei pazienti che ieri mattina si trovavano al Sant'Andrea. Per coloro che utilizzano i mezzi pubblici, infatti, c'è lo 029 che collega la stazione di Saxa Rubra al nosocomio.
Sulla carta, il bus è attivo dalle 5.30 alle 22.30 con corse ogni 10 minuti. Ma in molti giurano che, soprattutto durante il periodo estivo, «il servizio funziona a singhiozzo». Oltre al totem elimina code, il Sant'Andrea è dotato anche di un altro apparecchio di «ultima generazione»: il televisore a schermo piatto.
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Al S. Eugenio attese infinite PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Agosto 2010 09:00
Denuncia Personale sott'organico di 12 unità. Stanze senza aria condizionata. Al pronto soccorso dell'Eur per essere visitati è necessario aspettare minimo quattro ore.
Malati lasciati sulle barelle lungo i corridoi prima di essere visitati o ricoverati. Sette ore di attesa per i codici verdi: se va bene si è fuori anche in un paio d'ore. Si arriva anche a otto ore per i codici bianchi. Il tempo minimo d'attesa? Quattro ore.
Per i codici gialli, che dovrebbero avere accesso nel giro di un quarto d'ora, si possono sfiorare i 120 minuti prima di essere visitati nel pomeriggio, la fascia oraria più critica. Questo è ciò che accade nel pronto soccorso del Sant'Eugenio, l' ospedale dell'Asl RmC di viale dell'Umanesimo. A denunciare la situazione critica del Dea è il sindacato Uil Fpl.
«Sono circa 72 mila gli utenti di Roma sud che si rivolgono al nosocomio durante l'anno. L'affluenza diminuisce di un terzo durante l'estate. Ma comunque le carenze d'organico e strutturali si fanno sentire. Soprattutto nel weekend», spiega Antonio Zottola, segretario aziendale della Uil Fpl.
Nel pronto soccorso gli infermieri in servizio 24 ore sono sette, mentre gli ausiliari tre. Per turno (mattino, pomeriggio e notte) dovrebbero essercene, invece, rispettivamente nove e cinque. La carenza di personale è pari a 12 unità. In questo periodo dell'anno sono molti gli anziani che si rivolgono al nosocomio per chiedere un intervento sanitario, soprattutto nel fine settimana. Numerosi anche gli extracomunitari.
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Pronto soccorso malato di ferie PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Agosto 2010 08:26
Viaggio negli ospedali romani. I casi di emergenze sono raddoppiati ma il personale medico è stato dimezzato.
Su una cosa sono tutti d'accordo: questo agosto ci sono più emergenze che negli anni passati. Il maggior caos negli ospedali però non è dovuto all'ec cessivo calore o a qualche forma di influenza estiva, ma alla crisi economica che ha costretto molti cittadini romani a periodi di ferie più brevi.
UMBERTO I
Facendosi un giro per i reparti di pronto soccorso del Policlinico Umberto I, del Sandro Pertini e del Fatebenefratelli è chiara l'inversione di tendenza rispetto agli anni passati.
Un dipendente del Policlinico ci rivela infatti che «prima la settimana di ferragosto era deserta, adesso, c'è un ricambio continuo di persone». Tuttavia a questo maggior flusso «non corrisponde un aumento del personale e alcuni reparti sono stati dimezzati o accorpati ad altri».
Sempre al Policlinico due ragazzi in camice bianco, che come tutti gli altri dipendenti pubblici incontrati ci hanno chiesto di mantenere l'anoni mato, confidano che a fronte di un alto carico di lavoro in pronto soccorso sono stati «dimezzati chirurghi ed internisti». Diversi i punti di vista tra i pazienti. Se da un lato c'è chi si dice soddisfatto per la «scrupolosità e l'efficienza» dello staff ospedaliero dall'altro c'è anche chi discute con le infermiere in accoglienza, le quali non potendo fare nulla per ridurre l'attesa di un signore in codice verde, ricordano ai pazienti fisicamente in coda, che c'è «una signora morente e quattro ictus».
PERTINI
Diversa la situazione al Sandro Pertini. Il clima qui sembra appena più rilassato. Parlando con Franco, vorace romano con i baffi ricoverato per dolori all'addome, emerge soddisfazione per il trattamento medico ricevuto, anche se «ce vorrebbe Brunetta pe(r) mette in riga alcuni dipendenti che hanno un comportamento menefreghista».
FATEBENEFRATELLI
Il Fatebenefratelli, famoso ospedale sull'Isola Tiberina, è pieno di gente. Mamme in attesa, gente al pronto soccorso insomma pullula di persone. I pazienti si dicono tutto sommato soddisfatti del servizio anche se tra il personale c'è chi non è d'accordo.
Un giovane infermiere afferma infatti che i pazienti ad agosto sembrano «raddoppiati» se non «aumentati del 60%» a fronte della solita riduzione estiva del personale. Insomma «per noi è un casino».
EX SAN GIACOMO
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Mare e Castelli, pochi infermieri PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Agosto 2010 08:22
Niente personale nei pronto soccorso della Asl RmH. Tra le carenze anche la mancanza di reparti.
Dal litorale ai Castelli mancano gli infermieri. È questa la vera emergenza nelle strutture sanitarie della Asl Rm H. In servizio ce ne sono circa 1300 da Anzio e Nettuno fino a Frascati, passando per Velletri e Albano.
«Ce ne vorrebbero 500 in più» a detta dei sindacati. «Almeno 250 subito per iniziare a operare in tranquillità» spiega Dante Armati, della Uil Fpl (Federazioni poteri locali).
Le carenze di organico sono aumentate negli anni, visto il mancato ricambio nell'azienda nell'ultimo decennio. «È dal 2000 che non si fanno assunzioni. La situazione è critica e crea un sovraffaticamento del lavoratore che si fa sentire. L'età media degli infermieri sfiora i cinquant'anni.
E presto la metà se ne andrà in pensione, creando una vera e propria emergenza». Il personale insufficiente si fa sentire soprattutto negli ospedali di Frascati e Albano. Entrambi servono bacini di 200mila persone.
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