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Superlavoro per gli operatori del 118: in 3117 curati in ospedale, 837 per scivoloni |
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Martedì 07 Febbraio 2012 08:50 |
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Effetto-neve, record di incidenti e cadute In un solo giorno cinquecento traumi.
POCO abituati alla neve, i romani ne hanno fatto le spese con scivoloni e capitomboli, complice la leggerez- za del Comune con disservizi al seguito. «In 3mila 117 sono finiti nei Pronti soc- corsi della capitale», informa la governa- trice Renata Polverini.
«E per cadute con traumi», spiega, «in 837, il 27%, sono sta- ti assistiti dai medici dell’Emergenza». La misura dell’effetto-neve sull’incolu- mità dei romani la danno anche i nume- ri della centrale operativa dell’Ares, l’a- zienda del 118: «Tra venerdì, sabato e do- menica», spiega il direttore Livio De An- gelis, «diciannove infermieri hanno ri- sposto a 16mila 500 richieste di soccor- so». Una media di oltre 5mila telefonate al giorno, più del quintuplo della norma. «Il picco, con oltre 9mila Sos, si è rag- giunto venerdì», continua De Angelis, «quando abbiamo eseguito 2mila 800 in- terventi, il triplo della media giornalie- ra».
Ma l’impennata di contusioni, lussa- zioni e fratture c’è stata domenica, all’u- scita del sole. E dei romani. «Abbiamo soccorso 2mila persone; 461 per traumi da scivoloni, cadute e incidenti stradali». Già, gli incidenti: «Sono avvenuti soprat- tutto sul Raccordo anche se il ghiaccio aveva praticamente azzerato la circola- zione sulle due ruote», spiega De Angelis. «La neve non ci ha colti impreparati», continua, «teniamo sempre d’occhio i bollettini meteorologici, da ottobre le ambulanze hanno le catene a bordo per- ché, con l’abbassamento delle tempera- ture, il ghiaccio può arrivare anche sen- za la neve, e nel frangente abbiamo so- stituito le auto per l’intervento dei medi- ci, con suv “4 per 4” e tenuto alto il nu- mero degli equipaggi delle ambulanze e degli addetti alla centrale operativa».
Sa- bato l’Ares è ricorsa alla precettazione amministrativa. E per trasportare il per- sonale nella sala operativa e nelle posta- zioni delle ambulanze è arrivato l’aiuto dei volontari del Soccorso alpino, che con i loro mezzi hanno raggiunto le aree più assediate dalla neve. «I nostri colle- ghi», spiega Sergio Bussone, delegato della Cgil, «hanno lavorato anche 36 ore di fila, raggiungendo i pazienti nei qua- dranti innevati più insidiosi, nei Castelli e sulle direttrici della Cassia e della Fla- minia».
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«Io, infermiera in prima linea» |
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Martedì 07 Febbraio 2012 07:58 |
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Lavoro come infermiera in una clinica privata di Roma Nord. In questi giorni, inutile dirlo, i disagi sono stati moltissimi e la mia fortuna è stata quella di lavorare vicino casa e poter garantire assistenza ai pazienti.
Per la neve il personale medico ed infermieristico si è, a dir poco, dimezzato, alcuni di noi hanno lavorato anche per 48 ore consecutive in condizioni di notevole disagio, in preda al malcontento, ovvio, di pazienti e parenti.
Poi scopro che allo stadio si sarebbe giocata la partita della Roma e che si è lavorato per garantire le perfette condizioni del campo. Sono davvero senza parole, non so come descrivere la rabbia che provo quando vedo che la mia auto è ancora bloccata per la neve. Se anche tutti questi lavori fossero stati un'iniziativa privata, mi sconvolge che il sindaco permetta ai cittadini di muoversi per andare a vedere la partita, quando è stato deciso che uffici pubblici e scuole restino chiusi proprio per garantire la sicurezza. Mi auguro che il sindaco prenda provvedimenti per permettere almeno al personale delle strutture sanitarie di lavorare in sicurezza e ai pazienti di essere curati nel modo migliore.
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EFFETTO GELO. Al San Camillo +33% lussazioni e +22% fratture |
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Lunedì 06 Febbraio 2012 15:12 |
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ROMA - Neve e ghiaccio sulle strade si sono rivelate trappole per i romani. «In questi due giorni nel mio ospedale c’è stato un aumento del 33% di fratture e lussazioni, soprattutto in anziani, a causa di cadute sul ghiaccio».
Lo dice Sandro Rossetti, responsabile della Divisione di ortopedia e traumatologia dell’ospedale San Camillo di Roma. «In particolare le lussazioni sono aumentate del 33% mentre le sole fratture del 22%. Se, invece, consideriamo lussazioni, distorsioni e fratture possiamo considerare un +35%.
Le vittime sono soprattutto over 65, ma anche giovani che si sono fatti male venerdì in seguito a cadute dal motorino.
Gli scooter, infatti, venerdì hanno circolato, e in molti nonostante le cautele sono scivolati sulla neve fresca.
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Boom di cadute e fratture - Pronto soccorso intasati |
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Lunedì 06 Febbraio 2012 07:41 |
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L’emergenza - Polverini: se uscite usate scarpe adeguate.
Oltre duecento romani e qualche turista sono corsi ieri nei pronto soccorso per le dolorose conseguenze del maltempo, spesso causate da rovinose cadute su strade e marciapiedi gelati. Ma il dato è solo una prima stima fatta in serata dopo un giro telefonico nei reparti di emergenza dei grandi ospedali super affollati: i problemi più frequenti sono fratture a braccia e gambe. E trovare un letto libero nelle divisioni di Ortopedia è impresa molto ardua.
Ma medici e infermieri invitano i cittadini a non abbassare la guardia e prestare ancora molta attenzione al maltempo nei prossimi giorni. «Abbiamo registrato una quindicina di casi di cittadini, giovani e anziani, che hanno subito fratture di polso e di gomito — spiega Adolfo Pagnanelli, responsabile del pronto soccorso del Policlinico Casilino in serata — e ci sono stati anche cinque malati con fratture di femore che nei prossimi giorni saranno operati. Nei pronto soccorso il lavoro non manca...».
Per affrontare l’emergenza neve in alcune strutture come il Policlinico Gemelli, infermieri e medici hanno dormito in ospedale per evitare disagi negli spostamenti casa-lavoro, oppure hanno fatto doppi turni o prolungato l’orario di lavoro per aspettare i colleghi in ritardo, imbottigliati nel traffico: sospesi permessi e ferie.
Situazione pesante anche nel Pertini con 19 pazienti ai quali sono state diagnosticate fratture su gambe (caviglie e femori) e braccia (polsi, gomiti e spalle). Netto incremento di fratture nelle ultime 24 ore pure nel San Giovanni: «Per disattenzione o superficialità si rischia di farsi molto male cadendo sul ghiaccio — osserva il dottor Massimo Magnanti che lavora nel pronto soccorso —. Anche da noi abbiamo una ventina di malati con fratture agli arti inferiori e superiori».
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Sanità Nazionale - Concorsi Asl, parte l’esposto L’ente: «nessuna irregolarità» |
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Venerdì 03 Febbraio 2012 08:44 |
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Nessuna irregolarità dietro l’assunzione di due medici bocciati al concorso di farmacia territoriale dell’Asl Bat.
Lo sostiene l’ente, rispondendo a un articolo pubblicato su l’Unità alcuni giorni fa, affermando che le dueprofessioniste sono state assunte nel 2009 per avviso pubblico e inserite nel settore di farmacia ospedaliera. In particolare, l’Asl ritiene che non è stato possibile assumere dalla graduatoriadeivincitori delconcorso, perché i professionisti sono specializzati nella disciplina di farmacia territoriale, che «non è ritenuta equipollente a farmacia ospedaliera».
Ma se l’Asl sostiene la correttezza del suo operato, gli otto professionisti vincitori del concorso chiedono maggiore chiarezza. Il loro difensore, Ilaria Gadaleta, ha già presentato un ricorso alla sezione Lavoro del Tribunale di Bari, affermando che in realtà sia «farmacia territoriale sia farmacia ospedaliera» sono «equipollenti»edunque leassunzioni sarebbero dovuteessere fatte dalla graduatoria del concorso. In sostanza,c’èunadiversainterpretazione del decreto ministeriale del 30 gennaio 1998, che disciplina le professioni sanitarie equipollenti e affini.
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Geriatria reparto nuovo e ancora chiuso |
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Venerdì 03 Febbraio 2012 07:25 |
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San Camillo - Un reparto nuovo di zecca, ma chiuso. E del tutto inutilizzato. I lavori per la nuova Geriatria del San Camillo, che dal plesso del Forlanini doveva essere trasferita nel padiglione Traumatologico, sono infatti finiti a settembre dello scorso anno. Eppure nell’arco di quattro mesi nessun paziente e nessun medico vi ha mai messo piede, nonostante le condizioni dell’attuale sistemazione al Forlanini siano decisamente poco consone.
«I locali sono angusti, fatiscenti e non a norma. Le stanze, con venti posti letto, sono inadeguate e irrispettose della dignità dei pazienti — queste le parole del consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi, dopo un sopralluogo nelle due strutture in questione — tanto che quando a Roma ci sono piogge forti e alluvioni, si allagano».
Per attivare i 18 nuovi posti letto, dotati di tutti i comfort per i degenti e di strumenti tecnologici di eccellenza si aspetta un’ultima tranche di pagamento di 120 mila euro alla ditta che ha eseguito i lavori.
Ultima tranche che (con la deliberazione numero 915 del 19 dicembre del 2011) il direttore generale del San Camillo, Aldo Morrone, ha richiesto alla Regione Lazio, insieme ad altri finanziamenti per un totale «di spesa - si legge nella deliberazione - di euro 2.224.800, di cui euro 64.800 per oneri di sicurezza».
Insomma, le solite lungaggini burocratiche che bloccano l’apertura di un reparto all’avanguardia e di cui la popolazione anziana di Trastevere, della Magliana, della Garbatella e di altri quartieri romani vicini al San Camillo, hanno fortemente bisogno.
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Allarme al Gemelli «Rischio degrado» |
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Venerdì 03 Febbraio 2012 07:19 |
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Sanità Oggi il nuovo piano industriale del Policlinico. Il preside: problema di tutti gli ospedali.
«La filosofia dei piani di rientro ci sta portando verso una sanità in degrado. Il problema riguarda tutti gli ospedali. Il controllo dei tetti di spesa andrebbe fatto da tecnici sanitari, struttura per struttura e non Regione per Regione come invece avviene adesso»: Rocco Bellantone, preside della facoltà di medicina della Cattolica di Roma, l’università collegata al Policlinico Gemelli, rilancia l’allarme.
E lo fa alla vigilia di una giornata caldissima per la struttura ospedaliera religiosa: oggi il management dovrebbe consegnare ai sindacati il Piano industriale che prevede sacrifici economici anche per i dipendenti (medici, infermieri e am- ministrativi). In realtà già ieri c’è stato un incontro definito dagli stessi partecipanti «interlocutorio», nel corso del quale Marco Elefanti, direttore amministrativo della Cattolica di Milano, che appunto controlla il Policlinico capitolino, «ha illustrato i criteri e lo spirito dell’intervento, mirato al riequilibrio dei conti fortemente sbilanciati per i mancati pagamenti di somme arretrate da parte della Regione», come ha riferito una fonte sindacale.
Le singole misure non sono state ancora presentate ai sindacati, anche se è stata data la garanzia che non ci saranno tagli ai livelli occupazionali. Niente licenziamenti, dunque. Anzi, il management dell’ospedale vuole addirittura aumentare i livelli produttivi, puntando su due settori in particolare: polo oncologico e terapie d’emergenza, che garantiscono rimborsi più remunerativi dalla Regione.
Del resto uno dei fattori che ha mandato in tilt i conti è proprio la differenza fra quanto costa la struttura ospedaliera e quando invece la Regione arriva a rimborsare (peraltro spesso con lunghissimi ritardi che si traducono in costi finanziari per anticipazioni e interessi sui prestiti bancari a carico del Policlinico). Nel 2011 per esempio il Gemelli ha speso complessivamente più di 580 milioni, la Regione intende riconoscerne solo 510.
Poi a parte c’è il capitolo arretrati: il Gemelli reclama complessivamente fra i 600 e gli 800 milioni (compresi 250 milioni circa bloccati da un contenzioso legale), la Regione ne riconosce al massimo 100 (esclusi i 250 per i quali si attende l’esito della battaglia legale). Il ministro per la Salute Renato Balduzzi ha già convocato le parti per tentare la difficile mediazione tra le parti e dare soluzione alla crisi del Gemelli, per la quale è in campo anche l’ipotesi di una divisione della struttura universitaria da quella ospedaliera, con la creazione di una fondazione.
Il Piano industriale, secondo quanto è trapelato nei giorni scorsi, prevede risparmi su costo del lavoro per circa 15 milioni di euro da realizzare o con il taglio di alcune voci dell’integrativo aziendale, oppure con il passaggio dal contratto della sanità pubblica a quella privata.
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San Camillo occupato, è polemica |
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Giovedì 02 Febbraio 2012 11:55 |
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I sindacati: «Presidiamo la direzione generale». Ma l’azienda smentisce: «Tutto falso»
E’ stata una mattinata convulsa anche al San Camillo Forlanini, dove verso mezzogiorno i sindacalisti dell’ospedale annunciano di aver occupato la direzione amministrativa.
Protestano per la situazione dell’ospedale e in particolare per l’emergenza al pronto soccorso. Ma mentre i tre sindacalisti Enrico Gregorini (Cgil Fp), Rolando Zoppi (Cisl Fp) e Paolo Dominici (Uil Fpl) annunciano il loro gesto - «La situazione in cui versa il pronto soccorso dell’azienda è davvero drammatica. Sono ormai all’ordine del giorno i casi in cui molti pazienti sono costretti ad aspettare, per molte ore, sopra dei materassi appoggiati direttamente per terra» - la direzione ribatte: «Qui non c’è stata alcuna occupazione, la notizia è falsa».
La polemica non finisce qui: «Nonostante il grande afflusso quotidiano di pazienti, il personale, le attrezzature e l’organizzazione dell’area dell’emergenza sono mobilitati per rispondere con professionalità e mezzi adeguati alle esigenze dei malati- sottolinea il direttore sanitario, Diamante Pacchiarini-. Inoltre, come da tempo programmato, è in corso l’ampliamento e il potenziamento del Pronto Soccorso per poter migliorare la qualità delle cure erogate».
Ma i sindacati insistono: «Il personale di ogni profilo sanitario è massacrato da turni di lavoro insostenibili, obbligati a effettuare straordinari senza alcun compenso economico. A questo dobbiamo aggiungere- proseguono i sindacalisti- anche il blocco del pagamento di ogni prestazione straordinaria effettuata persino nei servizi di assistenza essenziale, al contrario di quanto avviene invece in altri tipi di attività non istituzionali e lautamente retribuite».
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