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«Mandateci subito i Nas e gli ispettori ministeriali» |
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Venerdì 05 Febbraio 2010 12:05 |
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Caos allo Spallanzani. Sindacati: «Controlli subito». Medici : «Clima intimidatorio. Intervenga Fazio»
È guerra allo Spallanzani, dopo la denuncia dei sindacalisti della Rsu, (firmata e inviata ai ministri della Salute e della Pubblica amministrazione, Fazio e Brunetta) riportata ieri da Libero.
E se il sindacato ha rilanciato chiedendo l'intervento dei Nas per verificare le presunte omissioni nella compilazione delle cartelle cliniche dei pazienti ricoverati nel reparto di rianimazione, i medici hanno risposto chiedendo un'ispe zione ministeriale "volta a constatare il grave clima di intimidazione rivolto alla classe medica degli anestesisti rianimatori", come si legge nella nota inviata in serata a firma della rappresentante dell'Aa roi (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani) Luisa Marchioni.
La posizione è stata decisa nel pomeriggio, quando i dirigenti medici del reparto si sono riuniti in assemblea, mentre in mattinata, il primario del reparto al centro della questione, Mario Antonini, non aveva voluto rilasciare dichiarazioni. Per adesso, quindi, gli interrogativi restano senza risposta e si attendono i risultati dell'indagine della commissione esterna nominata dalla direzione che, stando alle ultime voci, dovrebbero arrivare già a fine febbraio.
Per questo, forse, la quiete che si respirava ieri in ospedale sembrava più apparente che reale, e, oltre al doveroso rispetto per i pazienti, si presagiva la tempesta in arrivo.
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Le visite specialistiche si prenotano in farmacia |
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Venerdì 05 Febbraio 2010 11:55 |
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IL SISTEMA FARMARECUP I cittadini con l'impegnativa e la tessera sanitaria possono richiedere la prestazione specialistica prescritta dal medico. La Regione: 150 farmacisti sono già collegati al sistema sanitario nazionale, presto se ne aggiungeranno altri IL CONSIGLIERE PDL DESIDERI IL VICE PRESIDENTE MONTINO «Recup e liste d'attesa i punti deboli della giunta regionale» «Il servizio parte abbiamo mantenuto l'impegno»
Il vicepresidente della Regione, Esterino Montino, annuncia: «Sono più di 100 le farmacie del Lazio già collegate al servizio di prenotazioni sanitarie specialistiche Recup e altre 50 sono in procinto di esserlo».
Dall'opposizione, il consigliere regionale del Pdl, Fabio Desideri, attacca: «Ci sono voluti ben cinque anni per mettere in rete, in ambito Recup, appena 100 farmacie del Lazio.
Qualsiasi governo regionale si vergognerebbe nel darne notizia». Nel dettaglio, di cosa si tratta? Ieri Montino ha spiegato: il nuovo sistema si chiama FarmaRecup, «è stato sviluppato da Lait spa, l'azienda di innovazione tecnologica della Regione Lazio, con l'obiettivo di estenderlo, nel più breve tempo possibile, a tutte le farmacie presenti sul territorio regionale intenzionate ad aderire». In sintesi: per ora l'innovazione andrà a interessare 150 farmacie, sul totale di 1.100 presenti in tutto il Lazio.
L'obiettivo è però quello di estenderlo rapidamente a una percentuale più consistente di farmacie. Ricorda il vicepresidente della Regione: «L'applicativo basato su tecnologia web, consente l'accesso al servizio di prenotazioni ambulatoriali erogato dal sistema sanitario nazionale, tramite il Recup, con costi di gestione inferiori del 70 per cento rispetto al rispetto al passato.
I cittadini possano andare a una delle farmacie attivate, con l'impegnativa e la tessera sanitaria e lì possono prenotare la prestazione specialistica prescritta dal proprio medico scegliendo tra le strutture della Asl di riferimento o una delle aziende ospedaliere o policlinici universitari del Lazio».
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Pdl, nomine «elettorali» nelle Asl . Il Pd: è falso |
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Venerdì 05 Febbraio 2010 11:51 |
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Sanità Massimiliano Maselli: nonostante il blocco dei contratti, i manager continuano ad assumere
Polemiche roventi tra Pdl e Pd per alcune nomine nelle Asl. «Si stanno consumando abusi di potere nelle Asl , con il silenzio assenso dell'attuale giunta regionale», accusa Massimiliano Maselli, consigliere regionale del Pdl, che denuncia i nuovi contratti che verrebbero stipulati negli ultimi mesi dai vertici delle aziende sanitarie, e in particolare dalla Asl Roma-E, «a dispetto del Patto per la Salute 2010-2012 sul contenimento della spesa e delle circolari, emanate dal Commissario ad acta della sanità, Elio Guzzanti, e recepite dalla stessa Asl, che sospendono qualsiasi atto aziendale».
I responsabili della Asl sono accusati da Maselli di avere preparato «un avviso di selezione per posto da dirigenziale, della durata di anni tre, con facoltà di rinnovo, per la copertura di un posto di responsabile della Unità sistemi telematici e telefonici».
Viste queste direttive «tali principi vanno applicati anche per i concorsi e gli avvisi pubblici - precisa il consigliere del Pdl - i cui atti non siano già stati in precedenza formalmente autorizzati dalla Regione, così come per l'attribuzione di incarichi e funzioni».
Maselli ha presentato una interrogazione urgente ai vertici della giunta del Lazio chiedendo «la revoca o la sospensione dell'avviso».[SEGUEDAPRIMA[/SEGUEDAPRIMA E Alfredo Pallone, europarlamentare Pdl, rincara al dose: «Da quando il decreto commissariale firmato da Marrazzo stabilì il blocco delle assunzioni nel 2008, abbiamo assistito a decine e decine di deroghe al blocco».
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Sanità , candidate attente, il vero problema non è nel buco di bilancio |
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Giovedì 04 Febbraio 2010 13:35 |
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Polverini - Bonino: lo scontro sarà sui grandi temi della sanità.
Anche perché la Sanità del Lazio, lo si ripete e sottolinea in ogni occasione, è il 78% del bilancio dell'intera Regione. Tutte e due le contendenti hanno creato intorno al loro un summit di esperti di sanità per comprendere cosa realmente stia avvenendo nel Lazio.
Perché, rendiamocene conto, oggi la situazione ritorna in mano al Tribunale Regionale Amministrativo, se è vero, come è vero, che alcune grandi aziende convenzionate ed accreditate hanno fatto ricorso - ricevendo soddisfazione - contro le delibere inopportune e dannose all'interno Sistema Sanitario Regionale firmate dal Presidente Marrazzo (ma, cosa ancor più grave, oggi controfirmate e ripetute anche dal Commissario di Governo professor Elio Guzzanti).
Di questo argomento su queste pagine si è ampiamente argomentato nei giorni scorsi,m ma questa volta vogliamo affrontare di petto il problema di fondo, che non è il confronto tra le due candidate, bensì quello della soluzione, una volta per tutte di un problema che si trascina da troppo tempo. I
l Lazio non può aspettare ancora.. Tutti si sono accorti, finalmente, che il problema non è lo sperpero di denaro pubblico lasciato da questa o quella Giunta Regionale, ma è la situazione stessa, abnorme, del Lazio rispetto a tutte le altre realtà italiane.
La nostra Regione ha cinque policlinici universitari, ha le IRCSS pubbliche e private, le strutture ospedaliere religiose che operano all'in terno del servizio sanitario, un numero veramente importante di strutture accreditate o soltanto private
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Svolta al Santa Lucia: licenziamenti revocati |
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Lunedì 01 Febbraio 2010 13:18 |
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Sanità Il provvedimento dei giudici del Tar salva l'istituto. Bocciati due decreti regionali, «crediti per 60 milioni»
Nella vicenda del Santa Lucia scende in campo il Tar: e alla Fondazione sull'Ardeatina responsabili, personale e sindacati tirano un sospiro di sollievo. Anche perchè sono stati finalmente revocati «con effetto immediato» i 241 licenziamenti annunciati, e poi sospesi già due volte negli ultimi mesi.
Il Tar ha accolto la richiesta dell'Ircss di sospendere in via provvisoria gli effetti di due decreti regionali: erano stati emanati dalla Giunta Marrazzo per definire «fabbisogno di posti letto, finanziamento e sistema di remunerazione delle prestazioni di riabilitazione e lungodegenza post - acuzie per il 2009», secondo il piano di rientro per la sanità del Lazio.
«I 2 decreti impugnati determinavano, di fatto, la dequalificazione della Fondazione e le disconoscevano le prestazioni di alta specializzazione per cui è nota da 50 anni - commenta Luigi Amadio, direttore generale dell'Istituto di riabilitazione neuromotoria - La Regione ci trattava come una qualunque clicnica privata, costringendoci a tagliare posti letto e organici, non riconoscendo l'eccellenza di un istituto come il nostro».
Dove oltre all'assistenza a pazienti anche con gravissimi handicap, si fa anche, e con successo, ricerca. «Solo in gennaio, grazie ai fondi Telethon di cui siamo a Roma i primi utenti - spiegano dall'ufficio stampa della Fondazione - i nostri ricercatori hanno effettuato 3 scoperte pubblicate sulle riviste scientifiche. Una riguarda la relazione fra la paraplegia spastica e la Sla, se ne sta parlando anche fuori dall'Italia».
Il personale e i pazienti (e le lro famiglie) si erano già mossi nelle scorse settimane, organizzando manifestazioni davanti alla Regione e raccogliendo quasi 50 mila firme di protesta. Soddisfatti della decisione del Tar anche i sindacati. E Renata Polverini, candidata Pdl alla Regione: «La sospensiva del Tar è un primo segnale. Va impedito il declassamento di un centro di tale eccellenza». Perchè la crisi non è ancora alle spalle: «Serve una soluzione definitiva ai crediti verso la Regione per le prestazioni dal 2004 al 2008», spiega una nota della Fondazione.
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Medici , la battaglia dei precari "Stop a emergenze e radioterapia" |
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Lunedì 01 Febbraio 2010 13:15 |
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EMERGENZA OSPEDALI I tagli nella sanità. La protesta di 2mila camici bianchi: a rischio i servizi del 118 In caso di sciopero all'Umberto I si bloccherebbe anche l'Accettazione.
NELLE corsie degli ospedali già lo chiamano day after, il giorno seguente la mobilitazione generale promessa dai medici e dagli infermieri precari del Lazio. In tutto 2mila persone che potranno lasciare i camici negli armadietti se la promessa di stabilizzazione contrattuale non sarà mantenuta.
Il blocco è arrivato dal commissario alla Sanità regionale Elio Guzzanti che ha stracciato l'accordo firmato da sindacati e Regione a giugno in vista di un piano triennale per le assunzioni con concorsi. Il no ha riaperto le ferite di 1.550 medici precari, il 20% dei circa 7.800 che operano nelle strutture regionali e che oggi sono pronti ad incrociare le braccia se gli accordi saranno disattesi. Ma cosa succederebbe se la minaccia si trasformasse in realtà?
Secondo un rapporto della Cgil all'interno del Policlinico UmbertoI si bloccherebbero i dipartimenti di Radioterapia, Oculistica, Farmacia, Accettazione ed Emergenza. Al loro interno il numero del personale medico precario arriva a 44 unità contro 56 assimilati. Simile sarebbe la situazione dell'Ares 118. Nelle ambulanze romane i precari in servizio sono il 30% del totale.
Questo, sempre secondo la Cgil, comporterebbe l'annullamento dei turni h24 di sette postazioni medicalizzate, equivalenti ai servizi che attualmente coprono tutta l'area di Roma. Fuori dei confini della capitale la condizione è addirittura peggiore. A Viterbo sono 150 i medici precari, 25 su 40 nel Pronto soccorso (60%), 13 su 25 a Radiologia (oltre il 50%), 4 su 7 a Oncologia (60%), 6 su 20 a Chirurgia.
Nei Castelli romani la luce rossa rischia di scattare nel settore più delicato delle emergenze: al Pronto soccorso di Albano la metà dei medici non hanno un contratto stabile così come a Velletri.
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Via Canova chiuso di notte Visite mediche in strada |
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Lunedì 01 Febbraio 2010 13:12 |
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Un sin-in di protesta con visite mediche a tutti i cittadini bisognosi di assistenza sanitaria.
È la manifestazione indetta dai sindacalisti dello Smi-Lazio, ieri in piazza a Roma «per protestare contro la decisione arbitraria di sospendere il servizio notturno di continuità assistenziale (ex guardia medica) del Poliambulatorio di via Canova, prevista per il prossimo 1 febbraio», spiega una nota.
«Nel corso del sit-in, i medici di medicina generale saranno pronti e disponibili ad offrire visite mediche agli utenti che ne faranno richiesta», dice Cristina Patrizi del sindacato.
Una disponibilità da parte del personale sanitario, sottolinea, che pone l'accento sull'importanza del ruolo del medico di medicina generale, insostituibile punto di riferimento dei cittadini.
«Più volte abbiamo ribadito l'indispensabilità di questi professionisti sanitari e, in primis, di strutture che garantissero 24 ore su 24 un'assistenza dovuta, per un bacino di utenza importante come quello che gravita attorno al Poliambulatorio di via Canova.
Parliamo di oltre 50 mila cittadini», ricorda Patrizi. «Sospendere il servizio notturno dell'ex guardia medica di via Canova è una decisione assolutamente discutibile - continua - laddove si registra un'affluenza più che significativa di pazienti che, per motivi strettamente logistici, non possono raggiungere altri centri sanitari. Ci chiediamo per quale motivo chi di competenza non coinvolga in queste decisioni i sindacati che, puntualmente, si trovano sempre e comunque di fronte al fatto compiuto».
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Servizi del presidio sanitario di via Canova dopo il tramonto San Giacomo , ancora proteste |
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Lunedì 01 Febbraio 2010 13:09 |
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CRONACA La polemica Dopo il contestato sgombero dell'ospedale, ieri un nuovo sit-in contro lo stop dei servizi del presidio sanitario di via Canova dopo il tramonto
VIA Canova di nuovo occupata da medici, cittadini e associazioni del territorio, uniti stavolta per protestare contro la chiusura del servizio notturno del poliambulatorio di fronte all'ex ospedale San Giacomo chiuso da oltre un anno. Lo stop al servizio notturno del presidio sanitario è fissato per domani e la decisione è stata presa dalla Asl Roma A, secondo cui, "il numero delle prestazioni erogate sarebbe troppo esiguo per mantenere attivo il servizio". Una motivazione "assurda", per il sindacato dei medici italiani del Lazio, «perchè il presidio di continuità assistenziale effettua complessivamente circa 800 prestazioni al mese, di cui 200 soltanto durante la notte».
L'ordine però è chiaro: serrande abbassate dalle 20 di domani, nel presidio territoriale di prossimità (Ptp) inaugurato il 15 novembre 2008 e rimasto in servizio h24 solo per 14 mesi. Così, dopo le proteste per la chiusura dell'ospedale San Giacomo, continua in pieno Centro la battaglia di medici, infermieri e cittadini che, ieri in strada, hanno esposto cartelli con la scritta "No alla chiusura del poliambulatorio di via Canova". «La decisione su questo presidio sanitario è stata presa senza consultare le organizzazioni sindacali né le parti sociali.
Sospendere il servizio di guardia medica notturna nel centro storico significa andare ad aggravare ulteriormente il sovraffollamento del pronto soccorso degli ospedali più vicini, come il Santo Spirito e il Fatebenefratelli. Infatti è improbabile che un cittadino arrivi al presidio territoriale del Nuovo Regina Margherita a Trastevere, altra alternativa alla struttura in via Canova ma troppo distante», spiega Floriana Riddei, presidente del Sindacato medici italiani (Smi) del Lazio. Alla protesta era presente anche Stefano Pedica, senatoree segretario regionale Idv.
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